Testimonianze

In un famoso libro di Antoine De Saint-Exupéry si legge questa frase: “Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”.

Io me ne ricordo: mi ricordo quando pensavo che non avrei potuto vivere senza mia madre, mi ricordo quando di notte piangevo perché per punizione non mi aveva dato il bacio della buona notte, mi ricordo quando guardavo i film dei grandi nascosta dietro la porta della sala, mi ricordo quando mio padre mi dava la gomma da masticare quando mi accompagnava alla scuola materna, mi ricordo quando passavo le vacanze estive da mio padre e mia madre mi mancava da morire, mi ricordo quando il natale lo passavo ad anni alterni uno con mia madre e uno con mio padre, mi ricordo quando non capivo quello che succedeva intorno a me, mi ricordo quando con il passare degli anni guardavo indietro e trovavo delle risposte, mi davo delle spiegazioni, provavo rabbia e risentimento. Tristezza.

Mi ricordo che mi sono sempre sentita inferiore, inadatta alle situazioni e alle persone. Ho sempre cercato di piacere agli altri, a tutti. Ho sempre cercato conferme alle mie insicurezze. Ho sempre cercato quell’abbraccio che mi avrebbe fatta sentire al sicuro, per sempre. Ecco, io sto qua, tra queste braccia grandi, calde e confortevoli e niente mi potrà toccare, niente mi potrà scalfire.

Ma non c’era mai l’abbraccio giusto.

Poi io e basta. Super io. Io non ho bisogno di niente, io non ho bisogno di nessuno. Io basto a me stessa così nessuno mi potrà ferire. Io posso tutto da sola. Io posso fare tutto quello che voglio, come voglio, quando voglio.

Ma non c’era mai l’io giusto. Cadeva, si feriva. Barcollava nel buio.

Poi è arrivato l’abbraccio perfetto, l’amore di mio Padre Dio. E’ arrivato a colmare tutti i miei vuoti, tutti i miei dubbi, tutte le mie insicurezze. E’ arrivato con tutte le risposte che cercavo. E’ arrivato e mi ha detto che mi avrebbe amata per sempre e che mi avrebbe tenuta con Sé per l’eternità.

Ed ecco l’io racchiuso nel palmo della mano di Dio, stretto nella Sua mano, l’io inginocchiato davanti a Lui.

Io amata. Io che amo.

E.M.O. perché? E.M.O. perché mi permette di raccontare anche a te l’abbraccio perfetto di Dio.

Mario
Ho 48 anni e sono cresciuto in un paese della Brianza.
Sono nato in una famiglia cattolica e sono stato educato alla stessa religione secondo il normale percorso a tappe che parte dal battesimo e arriva fino alla cresima. Da piccolo ho trovato sempre molto noioso frequentare la chiesa perchè era come recitare, ripetutamente, lo stesso copione scritto. Inoltre non capivo come l’interesse per quella religione potesse essere così strettamente correlato alla personalità di chi la rappresentasse. Nel tempo è progressivamente cresciuto il mio disinteresse e distacco per le vicende della chiesa. Pian piano mi allontanavo e mi trovai senza accoggermene alla deriva spirituale senza alcun interesse in Dio.
La mazzata finale arrivò con la morte di mio padre e di mio fratello nel giro di pochi anni. Cominciai a fare di testa mia e a basarmi sulle mie forze. Il tempo passava e la mia razionalità, caratteristica della mia personalità, prendeva il sopravvento. Questo succedeva quando avevo 20 anni.
Ne sono passati altri 25 quando mia moglie mi invitò ad accompagnarla all’assemblea di S.Siro. Subito mi è venuto alla memoria l’episodio della preghiera fatta per mia cugina e ho cominciato ad interessarmi a Gesù. Mi accorgo solo ora che non Lo conoscevo affatto e non ci avevo capito nulla. Per mia indole cercavo di trovare un nesso con la “ragione” e fu illuminante una conversazione avuta con Domenico. Mi disse che Dio e la ragione sono strettamente correlati e che vale lo slogan: “Credere per Vedere”. Se volevo vedere la razionalità di Dio dovevo prima credere. Fu così.
I giorni passavano e il mio interesse per Gesù cresceva e ho deciso di farlo entrate nel mio cuore. Dio mi parla attraverso la Sacra Scrittura e io gli parlo attraverso la preghiera. Il senso della mia vita è sicuramente cambiato e l’affanno che avevo fino a poco tempo fa per le cose di questa terra ha ora un peso completamente diverso. Le paure e le ansie per l’incertezza del futuro svaniscono se Gesù è in noi. Lui penserà a tutto. Un versetto della Lettera ai Romani 8:28 lo conferma “Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno”.
Gesù è morto sulla croce per me e per tutti noi e l’ha fatto gratuitamente. Diamo il Massimo valore a questo gesto. Prego che tutti possano essere “cambiati” credendo in Lui.

Mario

Ciao, io sono Katia, ho 36 anni, sono cresciuta in una famiglia cattolica. ma poco praticante. La mia infanzia è stata molto felice, la ricordo con grande gioia. Nelle loro possibilità, i miei genitori non mi hanno fatto mai mancare nulla. A poco meno di tre anni iniziai a frequentare la scuola materna dalle suore e li restai fino alla fine delle elementari, ricordo una severa disciplina, inoltre, non mancavano mai le preghiere del mattino, le visite alla “chiesetta”, lunghissimi giorni di “fioretti” e tantissime altre cose. Iniziai a fare anche la chierichetta durante le messe, alcune domeniche stavo anche tutto il giorno, nessuno me lo imponeva, era una cosa che facevo col cuore e pensavo fosse giusto, anche se in realtà mancava sempre qualcosa. Da quegli anni di spensieratezza, passai all’adolescenza. Ricordo momenti belli, ma anche brutti. Mi sentivo sempre a disagio tra gli altri, mi mancava sempre qualcosa, verso i 16 anni arrivai anche a pensare al suicidio.. “tanto non se ne sarebbe accorto nessuno”..pensavo. Insomma, tutte quelle cose che prima erano belle, svanirono lentamente. Arrivarono i 19 anni, momento più buio e triste della mia vita. Un pomeriggio, ero al lavoro, vidi arrivare il migliore amico di mio papà, parlò con il mio titolare e con poche parole mi portò in ospedale. Beh, arrivammo li, dopo pochi minuti mi trovai con mia mamma e mio fratello davanti ad un dottore che ci disse “papà non ce l’ha fatta, mi dispiace”, si girò e se ne andò. Ricordo che gridai così forte da perdere le forze, mi sentii strappare il cuore e l’anima. Quell’uomo che mi amava, che aveva tutta la mia stima, così straordinario e importante, non l’avrei mai più rivisto. eppure al mattino mi aveva accompagnato al lavoro e stava bene! Da quel giorno la mia vita cambiò. Se poco prima mi sentivo a “ disagio ” da lì in poi, iniziai a sentirmi “ persa “. Conobbi una ragazza, arrivava da Milano, ben presto iniziai a uscire tutte le sere, conobbi persone nuove, ricordo che passavo le serate e le nottate in giro per Milano, tra locali, persone “strane e sconosciute”, spesso mi trovavo in luoghi con persone e non sapevo nemmeno perché, dormivo una o due ore per notte e di giorno lavoravo, ancora oggi mi chiedo come facessi a stare in piedi. Questo “incubo” durò poco più di un anno. (Oggi ringrazio Dio per come mi ha protetto da tutte quelle cose orribili che mi sarebbero potute accadere). Tutta l’adrenalina che avevo in corpo stava finendo, iniziai a essere un po’ più stabile, ormai vivevo da sola, con tre amiche. La vita andava avanti, tra alti e bassi, sempre alla ricerca di qualcosa, mi buttai nel Reiki pensando di trovare lì le mie risposte e ciò che mi avrebbe fatto trovare la gioia, ma il mio senso d’inadeguatezza era tornato più vincente di prima. Mollai tutti e tutto, iniziai a girare, prima in Svizzera, poi Jesolo, poi Belluno, ma in nessuno di questi posti trovai quello che cercavo. In qualsiasi posto trovavo persone che cercavano solo il loro interesse, molte volte arroganti, avide e insensibili. E quel vuoto non si colmava mai, anzi, cresceva sempre più. Un giorno, ero a Belluno, venne a trovarmi una mia carissima amica, portò con sè un Vangelo, mi fece leggere un brano che parlava dell’ amore, che meraviglia, mi lasciò senza parole! Rimasi stupita perché tutti quegli anni passati con le suore e in chiesa, nessuno mai mi fece leggere quello che avevo tra le mani. Rimasi colpita, ma non compresi fino in fondo quello che voleva dirmi quel brano. Pensai che parlasse di amore tra persone, egoisticamente mi sentii “a posto” perché in quel momento amavo una persona e mi sembrava di farlo proprio in quel modo! Ma ripeto, non capii nulla di quel brano perché l’amore di cui parlava non era di certo quello! Poco dopo, quella “splendida” e per me “incorruttibile” storia d’amore, finì. Da li, iniziò un nuovo terribile periodo, tornai a casa da mia mamma ridotta veramente male, un’altra volta sola, sconfitta e soprattutto ferita, senza niente, senza un lavoro e con la sola certezza di dovermi rimettere in piedi da sola. Trovai subito un lavoro, per svagarmi uscivo, le mie “vecchie” amicizie erano ancora li, tutte per me, pronte a farmi divertire con serate in discoteca, cene e qualsiasi cosa mi faceva stare bene. Un giorno, la mia carissima amica (quella che mi regalò il Vangelo) m’invitò ad andare con loro la domenica mattina, per lodare il Signore. Un po’ impaurita andai, vidi tutte queste persone, belle, sorridenti, accoglienti (direi “strane” per me che in quel periodo frequentavo ogni sorta di locale!! . ). Iniziarono a cantare e a pregare in un modo a me sconosciuto, però c’era qualcosa di veramente bello nello stare lì in mezzo a loro. Parlavano di Dio, anch’io avevo sentito parlare di Dio tantissime volte, ma mai così! Vedevo in loro qualcosa di diverso, di bello, sentivo che tutti erano amorevoli con me, gentili, premurosi.. e mi sembrava strano! Poco dopo andai al battesimo di questa mia amica e del suo fidanzato, mi sembrava tutto così anomalo, ma qualcosa dentro di me desiderava arrivare a fare quello che stavano facendo loro. Ricordo che c’era un signore tra tutte le persone che si fermò a parlare con me, mi chiese se avessi una Bibbia, io risposi di no, dopo 5 minuti me ne regalarono una! Tornai a casa, sfogliavo, leggevo, ma non capivo. Tante cose non le avevo mai sentite, rimasi stupita perché in tutti quegli anni passati con le suore e in “chiesa” nessuno mai mi aveva regalato una Bibbia, tanto meno mi aveva detto che era importante leggerla! Ma ora ne avevo una tutta mia! Da quel giorno iniziai a frequentare sempre più assiduamente, andavo a ballare il sabato sera, ma la domenica mattina ero pronta a svegliarmi prestissimo per andare fino a Lecco per lodare il Signore e stare in compagnia. Quel brano sull’amore era sempre li, lo leggevo e rileggevo. Iniziai a fare i corsi biblici, questo mi aiutò a comprendere meglio quello che ascoltavo la domenica mattina, soprattutto mi aiutò a capire che ero una peccatrice, che tutto ciò che avevo fatto fino a quel momento era sbagliato, che Dio per salvarmi e donarmi la salvezza si fece uomo, venne sulla terra, si fece umiliare e inchiodare sulla croce per tutti noi, me compresa. GESU’ E’ MORTO PER ME! Tutto questo lo compresi pienamente col passare del tempo, in quel momento, come ora, avevo il cuore pieno di gioia. E finalmente avevo trovato il senso di quel brano! Quell’unica persona che mi amava, che mi ama e mi amerà per sempre in quel modo, era proprio Dio. Ripensai a quante volte lo avevo tradito e ferito, anch’io, a quante volte la Sua potente mano mi aveva protetto da pericoli, a quanto è stato paziente nell’aspettarmi, a quante volte, senza che lo sapessi, mi aveva aiutato a rialzarmi. Non mi restava che imitarlo e imparare da Lui e per farlo dovevo fare una scelta, chiederGli perdono, donare il mio cuore e la mia vita a Lui. Ricordo che era il 24 settembre del 2007 era una domenica, mi trovavo a casa di Mimmo (conduttore della comunità di Lecco) e pregai con lui, quel giorno mi abbandonai tra le braccia del Signore, chiesi umilmente perdono per tutte le cose che avevo fatto e ricordo che mi sentii libera, leggera. Uscii da casa sua, alzai lo sguardo verso le montagne e per la prima volta le osservai con occhi diversi, in quell’istante percepii la potenza, la forza e la magnificenza del Signore. Mi sembrava tutto così bello che anche i colori li vedevo più brillanti! Arrivò con grande ansia il 25 novembre, giorno del mio battesimo, con grande stupore, venne qualche mia amica, della mia famiglia non venne nessuno e questo fu motivo di profonda tristezza perché stavo per fare una cosa bella e importante, una cosa che ancora oggi loro non hanno compreso. Ma in quel momento avevo tutto ciò di cui avevo bisogno, a prescindere da chi c’era, io stavo dando dimostrazione della mia scelta!  Lasciare la mia “vecchia vita” non è stato per niente facile, ci sono voluti un po’ di mesi, fino a quando la mia priorità è diventata solo il Signore. Sono passati 8 anni da quando scelsi di donare il mio cuore e la mia vita a Dio, in questi anni il Signore ha fatto cose straordinarie per me, ha rivoluzionato la mia vita, ha risanato il mio cuore, ha riempito quell’immenso vuoto dentro di me, mi ha fatto conoscere la vera gioia di vivere, mi ha donato un marito su misura per me, mi ha donato tanti fratelli e sorelle, una famiglia introvabile nel mondo, mi da certezze ogni giorno, mi da il Suo amore costantemente e soprattutto mi nutre di quell’amore che solo Lui può dare, quell’amore che il mondo non sa e non può dare. Sono certa che un giorno sarò con Lui e che tutte queste cose sono solo una minima parte di quello che sta preparando per me nel cielo. Di sicuro non bastano queste righe per raccontare una vita, le gioie e i dolori,  ma spero di averti trasmesso quanto è importante avere Dio nella propria vita, avere qualcuno di cui ti puoi fidare ciecamente e che hai la certezza che per niente al mondo ti abbandonerebbe.
Ti ho raccontato la mia storia perché credo che ognuno di noi abbia bisogno di amore, di gioia, di pace, di riempire un vuoto dentro, ognuno di noi ha ferite da risanare e ognuno di noi ha bisogno di certezze e di perdono. TUTTI ABBIAMO BISOGNO DI DIO!
Tutto ciò che Dio ha fatto per me e tutto l’amore che Lui ha per me, lo vuole dare anche a te, devi solo iniziare a cercarlo e Lui si farà trovare!

Katia

Mi chiamo Wilma e sono cresciuta in una famiglia cattolica non praticante.
I miei genitori mi battezzarono, mi fecero fare la comunione e la cresima, ma né mio padre né mia madre avevano una vera relazione personale con Dio: era tutto fatto per tradizione e ancora per tradizione mi sposai con il rito cattolico, senza avere alcuna conoscenza di Dio.
Della mia “religiosità” ricordo solo che la domenica mattina, a circa 10 anni, andavo a messa e avevo già dei problemi depositati in fondo al cuore: ne parlai con la statua della Madonna e le chiesi aiuto, ma nel mio cuore di bimba pensai subito che “essendo una statua non poteva aiutarmi!”
Ritornando al mio matrimonio, a 19 anni ero già sposata e in attesa di una bimba: apparentemente tutto andava bene, ma col passare del tempo, anche se non c’erano dei problemi enormi, mi sentivo male interiormente…
Avevo un grande vuoto nel cuore, mi sentivo vuota ed ero molto turbata perché non sapevo come affrontare la vita con i problemi che mi si presentavano giorno dopo giorno.
Una cosa che mi pesava molto era la cattiveria delle persone nei miei confronti e non capivo perché mi ferivano così; contrariamente io mi credevo molto buona: tutto questo mi angosciava.
Un giorno conobbi una ragazza che mi parlò di Dio, in un modo diverso da come avevo sempre sentito e mi regalò una Bibbia.
Iniziai a leggerla, ma non ci capivo molto; non mi persi d’animo e continuai e, leggi e rileggi, iniziai a capire molto bene una cosa: io non ero buona come pensavo, ero una peccatrice; più leggevo e più il Signore mi dava questa convinzione attraverso la sua Parola.
Una notte ero disperata e oppressa da tutti i miei problemi, inoltre quello che avevo scoperto su me stessa non mi dava pace, non prendevo sonno e così mi alzai, andai in sala da pranzo e iniziai a camminare avanti e indietro…
Nella mia disperazione gridai a Dio con tutto il mio cuore: Gli dissi che se esisteva veramente doveva farsi conoscere da me, perché io avevo bisogno di Lui, altrimenti avrei preferito morire.
Dopo aver fatto questo ritornai a letto più sollevata, iniziai a leggere la Bibbia e Dio mi parlò attraverso il brano che si trova in Luca cap. 8 ver. 40: parla di una donna malata da molti anni che, dopo aver provato ogni cosa per guarire, toccò con fede il mantello di Gesù e guarì.
Io, che non avevo una malattia fisica ma ero malata dentro l’anima, dissi allora a Gesù queste parole: “Gesù tu adesso non sei qui visibilmente e non posso toccare il Tuo mantello, ma io metto la mia fede in Te, come ha fatto quella donna”.
Chiusi la Bibbia e mi addormentai tranquilla come non lo ero più da molto tempo: non sapevo come, ma quella preghiera mi donò pace. Dopo quella notte accettai l’invito (che prima non avevo mai accettato) di andare la domenica mattina al culto di adorazione: per me tutto era nuovo e diverso da come mi era stato insegnato sin da bambina, … e non vi dico la commozione, la sorpresa … nel sentire gli inni di lode e le preghiere delle persone rivolte non ad una statua, ma a Dio.
Allo stesso modo di come quella notte gridai disperata a Dio, rimasi stupita nel sentire ogni persona presentarsi a Dio come un peccatore salvato per grazia: in pratica quello che Dio mi aveva guidato a capire su me stessa.
Nel frattempo, mentre aspettavo con desiderio che giungesse ogni domenica mattina, continuavo durante la settimana la lettura della Bibbia … ed un giorno lessi in Atti cap. 8 ver. 26 un brano dal quale ho concluso che se una persona accettava con tutto il cuore Gesù come personale Salvatore e Signore, aveva la vita eterna e poteva essere battezzato: come l’Etiope di quel brano così feci anch’io (avevo 26 anni).
Da allora sono passati 30 anni e Dio ha sempre vegliato su di me: mi ha preso nella sua mano e mi ha protetta, mi ha guidata e, soprattutto, mi ha amata… Nonostante le mie cadute, quando ho sbagliato, Dio mi ha rialzata: Lui non ha promesso che nella mia vita terrena tutto sarebbe andato bene e che non avrei mai più sofferto, ma ha promesso di essere sempre con me nella gioia e nel dolore, tutti i giorni della mia vita.
Dio mi ha regalato la vita eterna che io non merito, Gesù ha pagato il mio debito ed ora ho la certezza di andare in cielo con Lui per l’eternità che nel momento in cui mi chiamerà a Sé: NON perché io lo meriti, ma perché è la Sua promessa in Cristo!
A Lui solo sia tutta la gloria e l’onore.
Anche tu che stai leggendo, se vuoi puoi avere il privilegio di diventare un figliolo di Dio per riposare nella Sua mano, poiché questa è la Sua volontà per tutti gli uomini.
Procurati al più presto una Bibbia, leggila con cuore sincero e Dio non mancherà (se tu lo vuoi) di farsi conoscere da te. Dio ti benedica…
Per concludere voglio aggiungere che faccio parte di questo squadra E.M.O perchè sempre continuando nella lettura e nello studio della Bibbia ho capito che Dio non mi ha salvato dal mio stato di peccatrice per vivere e fare ciò che mi piace, ma per aiutare altre persone a realizzare la salvezza tramite la fede nel sacrificio di Gesù Cristo. Dio non vuole che io tengo questa meravigliosa notizia di liberazione per me, ma vuole che la condivida con più persone affinchè tutti abbiano la possibilità di conoscerlo attraverso la Bibbia. Infine come posso tirarmi indietro dal fare questo servizio ben sapendo che se nessuno avesse parlato a me di Gesù sarei stata perduta per l’eternità?

Ciao, io sono Enzo e vivo in provincia di Varese.

Ho deciso di collaborare al sito nella speranza che questa mia breve testimonianza possa aiutare qualcuno di voi.

Ho 35 anni, e i miei primi 15 anni li ho vissuti a Napoli, poi per lavoro mi sono trasferito in Varese, è qui che la mia vita è cambiata.

Fin da piccolo ho sempre vissuto nel calore del sud dove l’amore della famiglia riunita in me da sempre e in quest’amore ho sempre portato dentro di me un dolore, quello di non aver potuto conoscere i miei nonni paterni, perché sono morti prima che io venissi al mondo, e mi sono sempre chiesto: è giusto ciò che la vita mi ha donato, prima che io venissi al mondo?

E pensando a questo il mio pensiero mi portava a pensare alla morte, e dicevo: “ 80 anni su questa terra e il resto dell’eternità in una tomba che senso ha la vita?”. Non so se tu hai mai riflettuto su questo.

A volte per non pensare a questo passavo più tempo con amici, cercando di non stare da solo, altrimenti il mio pensiero sarebbe caduto lì.

Ma puntualmente quando andavo a letto il tormento tornava.

Poi mi sono trasferito in Varese, il luogo è cambiato ma la paura restava sempre la stessa, però il metodo per sconfiggerlo era sempre lo stesso, stare con le persone. Poi mi sono trovato davanti a quella filosofia che dice: “oggi ci sei, domani non si sa, allora divertiti e prova ogni cosa affinché tu non possa dire, questo non l’ho fatto.” E così anche io ho vissuto questa filosofia, tanto prima o poi dovrò morire, perché non provare certe emozioni…

E vivendo ciò ho conosciuto droga, leggere ma pur sempre droghe, e alcool, non arrivando alla dipendenza, però non mi tiravo indietro dal provarle.

Emozione dopo emozione, per colmare un vuoto che è rimasto fin quando non ho conosciuto Gesù Cristo, il Signore, che è morto per me e per te.

Nel frattempo mia madre aveva accettato Gesù come personale Salvatore e mi parlava sempre di ciò che Gesù stava facendo nella sua vita, ma io non volevo crederle, però lei intanto viveva la certezza di vivere per sempre.

In quel periodo cominciai a vivere un desiderio che avevo fin da piccolo, quello di avere una famiglia, una donna che mi avesse amato per sempre e con sincerità e più il mio cuore desiderava questo e più davanti a me incontravo persone divorziate o che erano state tradite. Cominciò a cadere su di me il buio totale, io che ho sempre vissuto il calore della famiglia caddi in un’altra paura, quella di poter incontrare una donna sbagliata, e probabilmente avere poi un divorzio alle spalle .

Questa mia paura la condivisi con mia madre, che intanto incominciavo a credere nella sua fede e lei mi disse: “ Enzo, solo Dio può darti ciò che il tuo cuore desidera, ma prima Dio vuole che tu diventi suo figlio, perché il suo grande desiderio è quello che tu ottenga la vita eterna e poi egli ti potrà dare una famiglia come tu la desideri”.

Potete crederci che gioia ho provato in quelle parole?

Credendo in Dio per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo potevo eliminare la morte e la paura di una famiglia sbagliata o eventuale divorzio, allora dissi: mamma cosa devo fare?

Lei mi disse: “Credere che sei un peccatore (Rom 3:23), sapere che il tuo peccato ti conduce alla morte (Rom 6:23), ma che puoi ottenere la vita solo credendo che Gesù è il Signore e che il terzo giorno è risorto (Rom 10:9).

Io ho creduto in questo e adesso so che ho sconfitto la morte in Cristo Gesù, ho la certezza della Vita eterna. Col passare degli anni Dio mi ha anche donato una moglie che amo e che mi ama, e abbiamo una bambina.

Forse anche tu stai vivendo le stesse paure che vivevo io, ma una cosa è certa che solo Gesù, il Signore, potrà togliertele.

Ho scelto di collaborare a questo progetto per poter condividere la mia esperienza che ho fatto con Dio, nella speranza di poter aiutare persone che vivono nella paura e incertezza del futuro.

Spero che anche tu possa credere in Gesù come lo credo io.

“Perché Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito “Figliolo”, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna”.  Giovanni 3:16.

DIO TI BENEDICA.

Enzo

Mi chiamo Antonietta e sono nata nel 1956.
Cresciuta in un paesino del Sud Italia e in mezzo a privazioni di vario genere, da adolescente feci una scelta importante che determinò sia la mia vita terrena e sia quella futura.
Sin da piccola mia madre mi aveva sempre parlato di Gesù e con lei (e le mie sorelle) frequentavo le riunioni della chiesa Evangelica dove si parlava della Bibbia: di Gesù, di come Egli -pur essendo Dio- fosse venuto sulla terra a morire per i miei peccati.
Mi si diceva che Egli era pronto a perdonare tutti i miei peccati e a darmi un futuro con Lui nel Paradiso celeste così come lo aveva promesso al ladrone sulla croce.
Mi si diceva spesso che tutto questo non sarebbe stato automatico, ma avrei dovuto fare un patto con Lui: un patto che avrebbe previsto la mia ubbidienza alla Sua Parola.
Avevo capito molto bene e da molto tempo queste cose, ma non volevo impegnarmi per paura che un patto del genere potesse precludermi certe esperienze che volevo fare e che avrei potuto fare solo “fuori” della chiesa, con persone non Cristiane.
Mi dicevo che prima o poi avrei dovuto prendere un tale impegno, ma volevo aspettare almeno per arrivare ad una ventina d’anni, in modo da garantirmi certe soddisfazioni legate al divertimento giovanile: non so neppure io cosa volessi sperimentare di preciso, ma volevo aspettare prima di legarmi a Dio con un patto!
Volevo essere libera e pensavo che lo sarei stata solo senza fare quel patto!
Quando ero ormai adolescente, un giorno una mia zia mi chiese se avessi già preso un impegno con Dio e se avessi già fatto entrare Gesù nella mia vita: le risposi di no e lei mi spiegò che ero insensata a dilazionarlo oltre.
Mi spiegò meglio il motivo per cui farlo al più presto, per evitare di giungere ad un ipotetico attimo drammatico quando non sarei stata in grado di farlo: chissà quanto tempo avrei ancora avuto a disposizione!?! Forse un giorno, un anno, dieci anni… o forse solo un minuto!
Mi resi conto che non potevo più aspettare, che sarei stata sciocca a dilazionare oltre il mio impegno: per il resto, avrei comunque vissuto la mia vita.
Mi resi conto che Dio parlava al mio cuore e comprendevo che potresse essere un’opportunità da non sprecare: chissà se ne avrei avuto ancora la possibilità?
Allora mi misi in ginocchio assieme a lei e implorai Gesù di perdonare tutti i miei peccati, mi impegnai ad ubbidirlo per tutta la vita, feci un patto con Lui per avere quelle preziose promesse di cui parla la Bibbia: Gli chiesi di entrare nella mia vita ed Egli lo fece subito!
Quello fu il mio inizio con Cristo: ora sono passati decenni, ma non me ne sono mai pentita.
Anzi, penso spesso che se in tanti periodi non avessi avuto Lui come Padre la mia vita si sarebbe distrutta come accade a tanti.
Nelle tempeste e nelle bonacce Dio è sempre stato al mio fianco per sostenermi, curarmi, proteggermi, guidarmi, ecc.
Dio è stato la mia luce, la mia Pace, il mio rifugio, il mio tutto: non avrei mai avuto tutto questo se quel giorno non avessi fatto il mio patto con Lui.
E poi c’è la Vita Eterna nel Suo paradiso: che cosa si potrebbe desiderare di più e meglio?

Quando mio marito ebbe la convinzione del progetto E.M.O., aderii subito perché corrisponde anche alla mia visione di aiutare la gente a conoscere Cristo.
E.M.O. ha tanti obiettivi per il bene del prossimo, come non aderire?
Sì, voglio agire con tutte le mie forze perché le persone dell’area E.M.O. possano conoscere Cristo e la Sua Salvezza eterna per poi diventare Suoi strumenti di servizio a beneficio di altri.

Antonietta

Mi chiamo Mimmo, ho vissuto l’infanzia e l’adolescenza letteralmente immerso nella religione cattolica: nelle famiglie dei miei genitori abbiamo avuto suore, preti, parroci e anche un cardinale.

Sin da piccolo dormivo molto spesso con lo zio parroco o con la zia suora e si può immaginare il clima religioso delle stanze ove soggiornavo.

Per un insieme di fattori legati ad alcuni scandali accaduti tra preti e suore, e al rifiuto sia della zia suora sia dello zio parroco di consegnarmi una Bibbia intera per le mie letture, rinunciai al sacerdozio: avevo ancora 12 anni, ma ero già abbastanza grande da fare ricerche per conto mio.

Infatti, in quei tempi ero abbonato alla rivista mensile “Selezione dal reader’s digest” e un giorno notai un’inserzione pubblicitaria con la quale la casa editrice Mondadori offriva “in visione gratuita una Bibbia a volumi per 10 giorni”: trascorso il periodo il pacco poteva essere rispedito al mittente oppure acquistato.

Decisi di ordinarlo contando sul fatto che i miei genitori non se ne sarebbero accorti in quanto erano quasi sempre in campagna: dunque, il pacco lo avrei ricevuto io e poi lo avrei rispedito senza che alcuno lo sapesse!

Perché di nascosto? Perché se lo avessi chiesto mi avrebbero detto assolutamente di no!…

Infatti! Un pomeriggio arrivò il postino col pacco: di solito mia madre non c’era, ma quel giorno era lì e mi chiese “cos’è quel pacco?”

Le risposi “sono libri”, ma volle sapere di preciso e dovetti dirle che era la Bibbia: lei non sapeva nemmeno cosa fosse la Bibbia e poi mi chiese “mia sorella Suor Tarcisia lo sa?”

“No, non gliel’ho detto…” Risposi e lei ribattè: “allora, non lo aprire perché prima devo dirglielo”!

Tornò dalle suore con uno sguardo molto arcigno e una voce roboante con la quale mi comandava di riportare immediatamente il pacco subito all’ufficio postale per rispedirlo al mittente… perché mia zia le aveva detto che se io avessi letto quei libri sarei diventato posseduto dal demonio!

Riportai indietro il pacco, ma per quel motivo rinunciai anche alla religione cattolica!

Non vedevo l’ora di prendere il diploma per emigrare nel Nord Italia: infatti, presa la maturità partii per Milano due mesi dopo!

A Milano, pur giuntovi con dei parenti e pur essendo negli anni ’70 –nel pieno del boom economico- non trovai lavoro a causa del servizio militare che mi mancava: feci la fame per diversi mesi e un giorno, molto abbattuto per abbandoni di vario genere, dopo una infanzia e una adolescenza piene di vessazioni, decisi il suicidio gettandomi sotto un treno in transito…

Pianificato tutto, presi l’autobus che mi avrebbe portato alla stazione del treno in transito, ma un uomo anziano e forestiero mi testimoniò di Gesù, mi tirò letteralmente giù da quell’autobus e mi portò in casa di un amico per pregare.

Ero molto arrabbiato perché avevo pianificato a puntino che quello sarebbe stato l’ultimo giorno della mia vita terrena, ma ormai non avrei fatto più in tempo e decisi di suicidarmi il giorno dopo alla stessa ora, sotto lo stesso treno in transito: intanto, andai con quel vecchio straniero per fare la sua strana preghiera alla quale mi invitava veemente.

Giunti nel soggiorno di quell’amico, mi chiese di ascoltare la lettura di una frase biblica di cui non capii nulla (Giov 17.17) e poi mi chiese di fargli delle domande a cui rispondeva sempre con una specie di ritornello “perché hanno crocifisso Gesù”!

Poi mi disse “se vuoi che Gesù salvi la tua vita, devi credere in Lui, riceverlo nel cuore e decidere di seguirlo”: continuava a dirmi che se avessi pregato con tutto il cuore Gesù mi avrebbe salvato!

Pregai a parole mie, ma con tutto il cuore … e fu il miracolo dei miracoli.

Non dormivo da mesi e quella notte dormii, non trovavo lavoro da mesi e lo trovai subito, mi sentivo “leggero, sicuro e forte” … e per la prima volta nella mia vita (io che ero vissuto in campagna) notai i colori delle foglie e dei fiori!

Il giorno dopo, avendo trovato il lavoro in modo miracoloso, tornai da lui e mi diede una Bibbia che lessi parola per parola “divorandomela” in soli 20 giorni: passavo ore su ore a leggere e meditare la Bibbia.

All’inizio mi consideravo sempre cattolico, ma leggendo la Bibbia scoprii che non potevo più esserlo a motivo di tante invenzioni eretiche introdotte dal clero lungo i secoli e così, dopo la salvezza, lasciai per sempre la religione per dedicarmi alla relazione personale con Cristo.

Il cambiamento avvenuto “quasi in sordina” quel 17 maggio 1972 (alle ore 17,00) divenne presto uno stravolgimento totale che fece della mia vita (quella che avevo pensato di distruggere) una meravigliosa avventura che vale davvero la pena di essere vissuta.

Ora sono missionario da decenni e, dopo aver collaborato con Dio in molte nazioni per fondare diverse chiese, nel febbraio del 2015 tornammo a Milano: qui Dio mi ha rivelato, come ovunque le tante volte in passato, di evangelizzare la vasta zona ovest di Milano.

Una mattina osservavo la cartina di Milano ovest dove abitiamo e mi chiesi “quante chiese evangeliche ci sono in questa zona?” Oltre quella di cui facciamo parte adesso, non ve n’è alcun’altra! C’è solo qualche chiesa protestante, ma noi non siamo protestanti!

Pregai e dissi al Signore che mi sarei impegnato perché vi sorgessero tanti Credenti: nacque così il progetto E.M.O. con una squadra formatasi in seguito e di cui sono sia l’ideatore sia il direttore!

Sono felice che Dio mi abbia ispirato per questo progetto e credo che Dio opererà: lo sta già facendo anche parlando a te tramite questo sito e tramite questa mia breve testimonianza (troverai la mia storia per intero sul sito www.comunitacritianaevangelicalecco.com)

Gesù Cristo pagò al posto tuo sul Calvario e si sacrificò per scamparti dal tormento eterno, ma non trascurare quello che abbiamo da dirti da parte Sua perché ci andresti di sicuro proprio come ci stavo andando io. Eb 2.3

Metti da parte il discorso religioso, di ogni religione, e concentrati su Gesù, sulla persona di Dio: solo Lui è “la Via, la Verità e la Vita”! Gloria al Signore, alleluia!

 

Mimmo